Francesco Favretto picchiato e accoltellato: muore a 22 anni dopo 11 giorni di agonia
E0 stato aggredito da un gruppo di minorenni rubatagli la borsa con la droga e lo smartphone, subito si è dileguato, lasciandolo a terra in un lago di sangue
Francesco Favretto, un giovane di 22 anni, ha perso la vita dopo 11 giorni di agonia a seguito di una brutale aggressione subita da un gruppo di minorenni. L'episodio ha sconvolto la comunità di Treviso, lasciando sgomento e dolore per un crimine efferato che ha spezzato una giovane vita.
Di seguito, analizziamo in dettaglio i tragici eventi che hanno portato alla morte del giovane e le indagini che hanno permesso di individuare i colpevoli.
L’aggressione: violenza senza pietà su Francesco Favretto
La notte della tragedia, Francesco Favretto è stato accerchiato da un gruppo di minorenni in un’area appartata. Senza alcuna possibilità di difendersi, il giovane è stato brutalmente aggredito: colpito con calci e pugni, e successivamente accoltellato con un collo di bottiglia di vetro rotto. Le ferite, inflitte al collo e al torace, si sono rivelate devastanti.
Nonostante un disperato tentativo di reazione, Francesco è stato nuovamente colpito alla testa con un’altra bottiglia e accoltellato per la seconda volta. Dopo averlo ridotto in fin di vita, il gruppo gli ha sottratto una borsa contenente droga e il suo smartphone, per poi dileguarsi rapidamente, lasciandolo agonizzante in un lago di sangue.
I soccorsi e la lunga agonia
Francesco è stato trovato in condizioni critiche e trasportato d’urgenza in ospedale. Nonostante gli sforzi incessanti del personale medico, le gravi ferite riportate durante l’aggressione si sono rivelate fatali. Dopo 11 giorni di agonia, il giovane è morto, lasciando amici e familiari nello sconforto.
Le indagini: come sono stati individuati i responsabili
Grazie alle testimonianze raccolte e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, la Squadra Mobile di Treviso ha avviato un’indagine approfondita. Fondamentale è stato anche il recupero dello smartphone della vittima, trovato dai sommozzatori della Questura di Venezia nel fiume Sile. Questo elemento si è rivelato cruciale per identificare i colpevoli e ricostruire le dinamiche dell’aggressione.
In soli dieci giorni, le forze dell’ordine hanno individuato tutti i 10 minorenni coinvolti nell’episodio. Tre di loro, considerati figure centrali nell’aggressione, sono stati arrestati. Le autorità stanno ora procedendo con le indagini per accertare le singole responsabilità e portare tutti i responsabili davanti alla giustizia.
Una comunità sconvolta: riflessioni su una tragedia evitabile
La morte di Francesco Favretto ha suscitato profondo dolore e indignazione nella comunità. Questo tragico episodio evidenzia l’urgenza di affrontare il problema della violenza giovanile e del degrado sociale, che spesso porta a crimini di tale brutalità.
Le autorità continuano a lavorare per garantire giustizia a Francesco e alla sua famiglia, mentre il ricordo del giovane rimarrà vivo nel cuore di chi lo ha conosciuto.
La vicenda di Francesco Favretto non deve essere dimenticata. È un monito per la società, un invito a riflettere sulle radici della violenza e sull’importanza di prevenire tali tragedie. Che la sua storia possa servire a sensibilizzare e a promuovere un futuro più sicuro per tutti.