Sciopero dei trasporti il 21 marzo: rischio blocco per bus, tram e metro in tutta Italia
Possibili disagi nelle principali città, trattative in corso per evitare la mobilitazione del 1° aprile

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, potrebbe trasformarsi in un nuovo venerdì nero per il trasporto pubblico locale, con un sciopero nazionale di 24 ore che coinvolgerà bus, tram e metro in diverse città italiane. L’agitazione è stata proclamata da Cub Trasporti, Sgb, Cobas Lavoro Privato e Adl Cobas, che chiedono miglioramenti salariali, condizioni di lavoro meno usuranti, maggiore sicurezza per lavoratori e passeggeri e si oppongono alle privatizzazioni.
Le fasce garantite nelle principali città
In ogni città gli autisti aderenti allo sciopero si fermeranno in diverse fasce orarie, nel rispetto dei servizi minimi garantiti.
- Roma: L’agitazione coinvolgerà la rete Atac e quella periferica gestita da operatori privati. Le fasce protette andranno da inizio servizio alle 8:30 e dalle 17:00 alle 20:00.
- Milano: Le linee Atm saranno regolari fino alle 8:45 e dalle 15:00 alle 18:00.
- Napoli: Busitalia Campania garantirà il servizio dalle 6:30 alle 9:00 e dalle 13:00 alle 16:30 per autobus urbani ed extraurbani.
- Torino: Il servizio urbano-suburbano, la metro e i centri clienti saranno garantiti nelle fasce 6:00-9:00 e 12:00-15:00, mentre il servizio extraurbano sarà attivo da inizio servizio alle 8:00 e dalle 14:30 alle 17:30.
Scioperi territoriali e disagi locali
Oltre allo sciopero nazionale, sono previsti ulteriori scioperi su scala locale, tra cui:
- Latina: Csc Mobilità (24 ore)
- Genova: Amt (4 ore, indetto da Rsa Ugl Autoferro)
- Firenze: Gest (24 ore)
- Roma e Latina: Schiaffini Travel (24 ore)
- Umbria: Busitalia-Sita Nord (24 ore)
Trattative in corso per scongiurare lo sciopero del 1° aprile
Le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali sono convocate per un incontro decisivo al Ministero dei Trasporti il 20 marzo, per discutere il rinnovo del contratto nazionale del trasporto pubblico locale, scaduto a fine 2023.
I sindacati di categoria e le associazioni (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl Autoferro, Agens, Asstra, Anav e la Conferenza Stato-Regioni) si confronteranno con il viceministro Edoardo Rixi. Se l’incontro avrà esito positivo, potrebbe essere revocato lo sciopero già proclamato per il 1° aprile.
I lavoratori chiedono un adeguamento salariale e maggiori tutele, mentre il governo ha promesso nuove risorse attraverso il decreto accise. Tuttavia, se le trattative non porteranno a un accordo, il settore potrebbe subire un’ulteriore ondata di mobilitazioni nelle prossime settimane.