Chiara Poggi e Andrea Sempio
Chiara Poggi e Andrea Sempio

L'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007, torna sotto i riflettori a distanza di diciotto anni con nuove analisi genetiche che potrebbero riscrivere le ipotesi investigative. Un caso che, dopo anni di indagini, aveva visto l'archiviazione nel 2017 per quanto riguarda Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Le nuove scoperte, però, sollevano interrogativi e potrebbero riaprire una questione ancora irrisolta.

Nel 2007, i primi test effettuati dal Ris di Parma sui reperti trovati sotto le unghie della vittima avevano escluso la presenza di DNA maschile. Tuttavia, una recente consulenza del genetista Carlo Previderé, incaricato dalla Procura di Pavia, ha rivelato tracce genetiche che sembrano corrispondere a quelle di Andrea Sempio, sollevando nuovi dubbi e mettendo in discussione le conclusioni precedenti.

Le conclusioni contrastanti tra il Ris e la Procura di Pavia

Secondo il Ris, le analisi effettuate sulle unghie di Chiara Poggi nel 2007 non avevano rilevato tracce di DNA maschile. I test erano stati chiari: solo il DNA della vittima era presente, suggerendo che Chiara non si fosse difesa durante l'aggressione, ma fosse stata colpita all'improvviso. Anche successivi esami, condotti nel 2014 durante il processo d'appello bis contro Alberto Stasi, confermarono la difficoltà nel trovare un profilo genetico chiaro, a causa della degradazione dei materiali.

Tuttavia, la consulenza recente di Carlo Previderé per la Procura di Pavia ha portato alla luce cinque aplotipi Y, tra cui uno perfettamente sovrapponibile al DNA di Andrea Sempio. Questo risultato è stato ottenuto analizzando materiale biologico rinvenuto sui margini ungueali delle mani della vittima, segnalando la presenza di tracce genetiche maschili. Le tracce sono state individuate in particolare sul quinto dito della mano destra e sul primo dito della mano sinistra di Chiara.

I nuovi reperti e le indagini in corso

La Procura di Pavia, che ha riaperto l'inchiesta dopo aver ricevuto consulenze che suggerivano la possibilità di un coinvolgimento di Sempio, ha anche chiesto nuovi approfondimenti su altri reperti. Tra questi, ci sono oggetti prelevati vicino alla casa di una parente di Sempio e nel negozio dove lavora, tra cui mozziconi di sigarette, fazzoletti e uno stuzzicadenti. Questo materiale sarà esaminato da consulenti e periti nell'incidente probatorio previsto, in un tentativo di fare chiarezza sulle tracce biologiche rinvenute.

Non è chiaro, tuttavia, che tipo di accertamenti siano stati eseguiti sulle impronte lasciate da Sempio sulla portiera della sua auto, ma gli sviluppi indicano che l'inchiesta sta cercando di ricostruire minuziosamente ogni possibile legame tra l'indagato e la scena del crimine.

L'incertezza sulla svolta decisiva

Le divergenze tra le perizie del Ris e quelle della Procura di Pavia sollevano nuovi interrogativi. La Procura, infatti, sembra dare peso alle tracce genetiche di Sempio come un elemento che potrebbe portare a una svolta nelle indagini. Tuttavia, come sottolineato dal Ris, l'inaffidabilità dei risultati ottenuti su materiale biologico degradato e contaminato potrebbe minare la validità di queste conclusioni.

Inoltre, la sola presenza del DNA di Sempio sotto le unghie di Chiara non implica automaticamente un coinvolgimento diretto nel delitto. Sempio, infatti, aveva un alibi per il momento dell'omicidio e non corrispondeva alla descrizione dell'assassino fornita dai testimoni. Nonostante ciò, la Procura sembra voler esplorare la possibilità che questi nuovi elementi possano portare a una revisione del caso.

Una possibile svolta o un vicolo cieco?

La domanda che ora sorge è se la scoperta delle tracce di DNA possa effettivamente cambiare il corso delle indagini o se, come nel caso delle precedenti analisi, si tratti di un dato che non porta a nulla di decisivo. Il materiale biologico, ormai parzialmente distrutto, rende difficili ulteriori analisi, e le nuove indagini si basano esclusivamente sui dati raccolti in passato. Questo lascia spazio a margini di errore e interpretazioni contrastanti.

La Procura, che ha chiesto e ottenuto dalla Cassazione la riapertura dell'inchiesta, dovrà ora affrontare la sfida di decidere se i nuovi sviluppi possano condurre a una conclusione definitiva o se il caso rimarrà un mistero irrisolto. In ogni caso, le nuove analisi genetiche non mancheranno di suscitare nuove discussioni e approfondimenti nel corso dei prossimi mesi.

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