Vincenzo De Luca diretta
Vincenzo De Luca

Durante la consueta diretta del venerdì, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha affrontato diversi temi al centro del dibattito pubblico, concentrandosi in particolare sulla sanità, sulle questioni internazionali e sulle ricadute economiche dei dazi americani. Con il suo solito tono battagliero, De Luca ha attaccato il Governo centrale e denunciato le criticità che ancora pesano sulla gestione della sanità campana, chiedendo l'uscita definitiva dal piano di rientro imposto alla Regione.

Il nodo delle liste d'attesa e il piano per il futuro

Sul fronte sanitario, De Luca ha annunciato un evento nazionale, previsto tra il 25 aprile e il 6 maggio, per fare il punto sulle liste d’attesa. Il governatore ha rivendicato i progressi della Campania, definendola "la prima Regione d'Italia" per tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie. "Il 90% delle prestazioni viene garantito entro dieci giorni e le visite oncologiche entro tre", ha dichiarato, pur ammettendo che alcune criticità restano in settori specifici come gastroscopie, colon retto e oculistica. L'obiettivo è risolvere questi problemi entro maggio.

Sempre sul tema sanità, De Luca ha rivolto un duro attacco al Ministero della Salute, sollecitandolo a chiudere definitivamente il piano di rientro che, secondo il presidente, penalizza ingiustamente la Campania. "L'11 aprile si riunisce il tavolo tecnico a Roma. Non ci facciano perdere altro tempo, non ci sono più motivi per tenere la Campania nel piano", ha affermato con decisione. De Luca ha ricordato che la Regione ha già rispettato le richieste imposte dal Governo, come la chiusura di tre punti nascita e dei laboratori con meno di 300.000 prestazioni annue. "Anche se le riteniamo scelte sbagliate, abbiamo ottemperato. Ora non hanno più scuse".

La denuncia sulla crisi internazionale e l'immobilismo della politica

Nel corso della diretta, il presidente campano ha anche affrontato il tema dell'attualità internazionale, soffermandosi in particolare sulla drammatica situazione nella Striscia di Gaza. De Luca ha accusato la politica internazionale di ipocrisia e insensibilità nei confronti delle sofferenze della popolazione civile: "Nessuno ha la sensibilità di dire una parola sulle centinaia di donne e bambini che muoiono sotto le bombe. I grandi statisti non hanno occhi né orecchie per ascoltare il grido di dolore di un popolo che sta morendo".

Parole forti, che si inseriscono in un contesto più ampio di critiche all'immobilismo delle grandi potenze, incapaci - secondo De Luca - di assumere una posizione chiara e netta sulle crisi umanitarie in corso. Il presidente ha ribadito la necessità di un intervento deciso da parte delle istituzioni internazionali per fermare il massacro e tutelare i civili coinvolti nel conflitto.

Dazi americani e rischio per l'economia campana

L'ultimo punto affrontato da De Luca ha riguardato le conseguenze economiche dei dazi imposti dagli Stati Uniti, che rischiano di penalizzare fortemente il settore agroalimentare campano. "Stiamo già registrando un danno enorme per l'export dei prodotti agricoli e agroindustriali verso gli Stati Uniti", ha dichiarato con preoccupazione.

Secondo il presidente, la situazione è aggravata dall'incertezza politica legata alla possibile rielezione di Donald Trump: "Trump cambia linea tre volte al giorno, rendendo impossibile programmare e penalizzando le nostre esportazioni. Il mondo è diventato complicato". De Luca ha poi sottolineato come la Campania sia tra le regioni italiane più esposte a questo tipo di fluttuazioni economiche, a causa dell'alta specializzazione del suo comparto agroalimentare e della forte dipendenza dall'export.

Uno scontro aperto con il Governo centrale

Le dichiarazioni del presidente De Luca confermano lo scontro ormai aperto con il Governo centrale, soprattutto in materia di sanità. La Campania continua a chiedere l'uscita dal piano di rientro, ritenendolo un vincolo ingiusto che limita l'autonomia gestionale della Regione. Nel frattempo, il governatore porta avanti la sua battaglia per la riduzione delle liste d'attesa e per il potenziamento dei servizi sanitari territoriali.

In attesa dell'incontro dell'11 aprile al Ministero della Salute, resta da vedere se le richieste della Regione troveranno ascolto o se il confronto con Roma si inasprirà ulteriormente. Quel che è certo è che De Luca non ha intenzione di abbassare la voce, continuando a rivendicare un maggiore riconoscimento per gli sforzi compiuti dalla Campania in questi anni.

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