Maria Cristina Pugliese, chi è il compagno Marco Cristofori indagato per omicidio
La titolare del bar: «Era sporco di sangue»

Il corpo senza vita di Maria Cristina Pugliese è stato trovato domenica scorsa nella sua abitazione di Caldiero, dove viveva con Marco Cristofori, un uomo di 40 anni. La donna è stata rinvenuta impiccata con un tubo flessibile della doccia, ma i primi accertamenti hanno evidenziato elementi che non quadrano con l'ipotesi del suicidio.
Il compagno ha allertato le autorità dichiarando di aver trovato il corpo e che la donna si sarebbe tolta la vita. Prima, però, aveva cercato informazioni presso conoscenti e colleghi di Maria Cristina, sostenendo che non rispondesse al telefono.
La famiglia rifiuta l’ipotesi del suicidio
La madre, il padre e il fratello della vittima hanno espresso forti dubbi sull’ipotesi del suicidio, affermando che Maria Cristina non avrebbe mai compiuto un gesto simile. La giovane madre lascia una bambina di 5 anni, avuta da una precedente relazione, che al momento della tragedia si trovava con il padre.
Secondo quanto riferito dalla madre della vittima, Marco Cristofori avrebbe gradualmente allontanato Maria Cristina dalla sua famiglia. La donna, descritta come una persona solare e affettuosa, non aveva mai manifestato segni di malessere tali da far pensare a un gesto estremo.
L'autopsia e il sequestro dell'appartamento
L’autopsia, disposta dalla Procura di Verona, sarà cruciale per fare luce sulle cause della morte. Gli investigatori hanno anche sequestrato l’abitazione per eseguire ulteriori rilievi, non limitandosi all’analisi del bagno ma estendendo gli accertamenti a tutto l’appartamento.
Il sindaco di Caldiero, Marcello Lovato, ha commentato l’episodio come "un evento tragico che colpisce tutta la comunità".
Chi è Marco Cristofori, il compagno indagato
Marco Cristofori, 40 anni, è attualmente indagato in stato di libertà per omicidio volontario. I due si erano conosciuti nel bar dove Maria Cristina lavorava saltuariamente come barista. Nonostante in pubblico la coppia apparisse felice, i vicini riferiscono di litigi frequenti, alcuni culminati con inseguimenti sul pianerottolo di casa.
Secondo la titolare del bar in cui Cristofori è cliente abituale, l’uomo si era presentato il giorno della tragedia con una mano sporca di sangue. Alla domanda su dove fosse Maria Cristina, aveva risposto che il suo telefono si trovava a casa.
Gli elementi di dubbio
Le incongruenze nella ricostruzione dei fatti hanno spinto gli inquirenti ad approfondire l’indagine. In particolare, alcune anomalie rilevate sul luogo del ritrovamento e le dichiarazioni di Cristofori sono al vaglio degli investigatori.
Il caso è attualmente trattato con estrema cautela, e le indagini proseguono per chiarire se si tratti di un gesto volontario o di un omicidio mascherato da suicidio.
La morte di Maria Cristina Pugliese ha sconvolto Caldiero e l’intera comunità. Mentre la famiglia cerca risposte, gli inquirenti continuano a indagare per fare luce su un caso che presenta ancora molte zone d’ombra. Gli esiti dell’autopsia e delle analisi forensi saranno determinanti per stabilire la verità.