Addio a Gene Hackman, il leggendario attore trovato morto nella sua casa di Santa Fe
Insieme a lui, la moglie Betsy Arakawa e il loro cane. La causa del decesso resta ignota
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Gene Hackman, due volte premio Oscar e icona del cinema americano, è stato trovato morto nella sua casa di Santa Fe, insieme alla moglie Betsy Arakawa e al loro cane. La tragica scoperta è stata confermata dallo sceriffo della contea, che ha dichiarato l’assenza di segni evidenti di un atto criminale. Al momento, le cause del decesso non sono state rese note.
Hackman, noto per le sue interpretazioni memorabili in film come "Il braccio violento della legge", "Gli Spietati" e "Potere assoluto", ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema con una carriera che ha attraversato generi diversi, dal thriller al western, dalla commedia al dramma.
Una carriera straordinaria: dagli esordi agli Oscar
Nato il 30 gennaio 1930 a San Bernardino, California, Gene Hackman si è affermato nel mondo dello spettacolo relativamente tardi, esordendo a 34 anni nel film "Lilith" con Warren Beatty. Il suo talento non passò inosservato e nel 1967 ottenne il primo ruolo di rilievo in "Gangster Story" (Bonnie and Clyde), diretto da Arthur Penn, che gli valse la prima nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista.
A seguire, nel 1970, arriva una seconda nomination per "Anello di sangue", ma è nel 1971 che Hackman ottiene il primo Oscar e il Golden Globe grazie alla sua interpretazione magistrale ne "Il braccio violento della legge", dove veste i panni di un poliziotto spietato e tormentato.
Nel 1974, Francis Ford Coppola lo sceglie per il ruolo dell’investigatore taciturno ne "La conversazione", pellicola che conferma il suo status di attore di primissimo livello. Ma Hackman dimostra anche grande versatilità, passando da ruoli drammatici a parti più leggere e ironiche: nel 1974 compare nella commedia cult "Frankenstein Junior" di Mel Brooks e nel 1978 diventa il celebre Lex Luthor in "Superman" di Richard Donner.
Gli anni d’oro e il secondo Oscar
Hackman continua a collezionare successi negli anni ‘80 e ‘90: "Mississippi Burning - Le radici dell'odio" gli regala un'altra nomination all'Oscar, mentre con "Gli Spietati" (1992), il capolavoro di Clint Eastwood, ottiene finalmente la seconda statuetta, stavolta come attore non protagonista nel ruolo di uno sceriffo inflessibile e senza scrupoli.
Tra gli altri film memorabili:
- "Wyatt Earp" e "Pronti a morire" (western)
- "Allarme rosso" (film di guerra)
- "Potere assoluto" e "Nemico pubblico" (thriller)
- "Get Shorty" e "Piume di struzzo" (commedie)
Nel 2001 incanta pubblico e critica con il suo ruolo ne "I Tenenbaum", dove interpreta un padre assente e scroccone in una commedia agrodolce firmata Wes Anderson.
Il ritiro e la vita lontano dai riflettori
Nel 2004, Gene Hackman decide di ritirarsi dal cinema, chiudendo la sua carriera con il film "Due candidati per una poltrona". Nonostante il successo, sceglie di non tornare più davanti alla macchina da presa, dedicandosi alla scrittura e pubblicando quattro romanzi.
A differenza di molti colleghi, Hackman ha mantenuto un profilo riservato, evitando eventi mondani e interviste, fino al giorno della sua tragica scomparsa.
Oggi, Hollywood e il mondo del cinema piangono uno degli attori più carismatici e versatili della storia, capace di trasformare ogni ruolo in un’interpretazione indimenticabile.