Parole a dir poco forti. Epiteti pesanti.

Metafore da taverna per esprimere il disappunto (clamoroso eufemismo, a questo punto) nei confronti del presidente del Consiglio e la paura degli imprenditori lombardi. Frasi dettate a un cellulare, dal letto di un ospedale, e indirizzate a una cerchia – comunque non piccola – di amici di Forza Italia della zona bresciana. E così l’assessore regionale lombardo allo Sviluppo economico Alessandro Mattinzoli, uomo noto per mitezza e garbo, conquista la popolarità web per una raffica di insulti al premier Giuseppe Conte. Perché qualcuno tra gli «amici», ha fatto circolare quel messaggio audio, che in qualche modo è arrivato fino alla redazione de IlFattoquotidiano.it e di altre testate online, che ne hanno pubblicato i passaggi più coloriti: «Quel pezzo di m… di Conte facesse a meno di criticare Regione Lombardia. Qualche errore potremmo averlo anche commesso, ma abbiamo lavorato, lavorato, lavorato (…). Qui c’è un’intera Regione che sta andando a puttane e quel c… sta seduto dietro la scrivania e non viene a dire a noi ammalati “guardate che ci sono” e “vi siamo vicini”. Vergogna». In quelle stesse ore Mattinzoli, persona abitualmente mite e incline al dialogo, aveva espresso più o meno gli stessi concetti ai giornalisti che lo contattavano per raccontare la sua lenta e faticosa guarigione dal Covid19, dopo oltre quaranta giorni di ospedale, molti dei quali trascorsi in terapia intensiva, lottando per spingere un po’ d’ossigeno nei polmoni. https://youtu.be/r-7yGLwJ4MU

Ma parole e toni erano ben diversi.

Aveva detto, sì, «vergogna», ma non aveva detto cose del tipo: «Non sono mai stato per la pena di morte, mai stato violento, sono contro ogni forma di violenza, ma mi auguro che Conte, finita questa emergenza, venga e ne prenda tante. Perché i bergamaschi e i bresciani hanno voglia di dargliele, cioè la gente grezza ne ha voglia, ma anche la gente più sensibile come me la fa diventare grezza. Mandate pure questo messaggio ai giornali…». Evidentemente qualcuno lo ha preso in parola.

Le dichiarazioni post audio

«Nel merito non rinnego nulla, ma sono consapevole di aver usato toni che probabilmente hanno messo in imbarazzo il mio presidente e la giunta. Non era quello che volevo fare, né offendere nessuno e creare ulteriore contrapposizione - spiega lo stesso Mattinzoli a distanza di oltre un giorno – non volevo offendere nessuno e quelle parole erano destinate a un ambito confidenziale e informale. È vero che ho detto di mandarlo pure ai giornali, ma era evidente che fosse una frase retorica e provocatoria… D’altra parte per me parlano 25 anni da amministratore pubblico sempre aperto al dialogo, al confronto e al rispetto per tutti e per le istituzioni innanzitutto. Lo so che ho creato imbarazzo, persino mia moglie è rimasta spiazzata, non mi aveva mai sentito parlare così».(Repubblica) Leggi anche: Coronavirus, a Salerno licenziato infettivologo appena richiamato dalla pensione Seguici su Facebook: 41esimoparallelo
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