De Luca ”sfotte” il governo e ridacchia:”Alla fine si rimetteranno in piedi, ci siamo capiti. Io penso alla mia Campania”

di Nunzia D'Aniello
2 mesi fa
16 Gennaio 2021

De Luca “sfotte“ il governo e ridacchia: “Si rimetteranno in piedi”. “Un’opera carica di ambizioni, la prima del 2021. Da Caserta riparte simbolicamente lo sviluppo della Campania”, così Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, al sopralluogo per l’avvio dei lavori del Policlinico di Caserta.

“Un’opera che si tira dietro tutta una serie interventi, dobbiamo evitare una cattedrale nel deserto. C’è infatti già un’intesa con il Comune per realizzare opere viabilità e mobilità su gomma e su ferro per collegare il policlincio con la realtà urbana. Ricordiamo che si tratta di lavori appaltati 22 anni fa, e serviranno – aggiunge – altri 32 mesi per realizzarla.

Il chiaro segnale che il paese fa fatica a realizzare opere, perché affonda in palude burocratica e non ci fa competere con l’Europa. Il Policlinico di Caserta sia eccellenza sanitaria di tutta la regione. Noi manterremmo i nostri impegni, abbiamo già stanziato 25 milioni ma ne arriveranno altri 25; sarebbe un delitto non completarla. I ritardi, ora, diventino un vantaggio”

“Come finira’ la crisi di governo? Credo che alla fine si mettera’ in piedi una maggioranza”. Cosi’ il Governatore della Campania Vincenzo De Luca, intervenuto stamani all’inaugurazione del cantiere del Policlinico Universitario di Caserta, ripartito dopo tre anni di stop, ha risposto ad una domanda dei cronisti sulla crisi in atto a Roma. Subito dopo aver risposto, De Luca ha alzato gli occhi al cielo, come a dire che nessuno puo’ sapere come andra’. “Ci siamo capiti” ha aggiunto. “Come valuto la mossa di Renzi? Come la valutate voi” ha poi risposto De Luca, suscitando l’ilarita’ dei giornalisti.

Nuova ordinanza per la Campania, il governo ha deciso: da lunedì si torna a scuola. Ecco il calendario completo

Ritorno a scuola a partire da lunedì 18, ma non per tutti gli studenti. Secondo l’ultimo Dpcm infatti la data di ritorno in classe non sarà la medesima per tutte le regioni italiane.

Gli unici studenti che torneranno tra i banchi di scuola sono quelli di Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Molise. Per tutti gli altri invece le ordinanze delle singole regioni non dispongono il ritorno in presenza.

Secondo il Dpcm, in vigore da domani, le scuole secondarie di secondo grado dovranno adottare forme flessibili nell’organizzazione della didattica. Da lunedì in particolare bisogna garantire la presenza almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca. Fatte salve le diverse disposizioni individuate da singole Regioni.

In Campania a scuola solo fino alla terza elementare

In Campania ad esempio il governatore Vincenzo De Luca ha appena stabilito che da lunedì 18 rientreranno in classe solo gli studenti fino alla terza elementare. Tutti gli altri invece proseguiranno in Dad.

Per le famiglie sta diventando un incubo seguire l’evoluzione del calendario della scuola italiana, ormai impazzito. Non basta infatti seguire il colore della propria regione per capire quando le scuole torneranno in presenza, è necessario tenere d’occhio anche le decisioni delle singole Regioni.

Divisione per zone di rischio

Zone rosse: Lombardia, Sicilia e provincia di Bolzano, le lezioni restano in presenza solo nella scuola dell’infanzia, alle elementari e in prima media. Le superiori sono in dad al 100%.

Zone arancioni: Abruzzo, Calabria, Emilia, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Val d’Aosta e Veneto
Zone gialle: Basilicata, Campania, Molise, Provincia di Trento, Sardegna e Toscana

Divisione per Regione, rientro in presenza al 50% delle superiori

18 gennaio: Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e Molise
25 gennaio: Liguria, Umbria
1 febbraio: Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Veneto. Fonte: Il Mattino
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